La tua idea imprenditoriale creerà davvero Valore? (e non solo profitti)

di Alessandro Palmisano

Oggi torniamo sulla Sequenza IS/VS, il modello di approvazione delle idee di business che è il fulcro del romanzo imprenditoriale Aziende al Bivio, scritto a quattro mani con Luca Morandini.

Un errore molto frequente tra quanti iniziano un’attività imprenditoriale è quello di lanciarsi in un business che coincide con una passione personale: il maestro di musica che apre un negozio di chitarre, l’appassionato di animali che si lancia in un pet shop e così via.

Ma la spinta per la passione settoriale spesso annebbia la vista: titolari d’impresa di questo tipo finiscono per costruirsi una strada che diventa un vicolo cieco, in quanto ritenendosi super-esperti di chitarre vintage o di animali domestici, pensano che questa sia una condizione necessaria sufficiente per il successo del business. E perdono di vista il secondo punto individuato nella Sequenza IS/VS: il Modello di Valore.

Il Modello di Valore è la modalità in cui la tua idea di business crea, appunto, valore. Creazione di valore non significa semplicemente creazione di profitto per la tua azienda: è qualcosa che va oltre. La creazione di margini positivi per la tua azienda è solamente una conseguenza del valore generato per altri stakeholder della tua attività.

Prendiamo l’esempio di facebook: il social network di Zuckerberg come crea valore e per chi?

• Lato utente permette di connettersi ad altre persone gratuitamente

• Lato inserzionisti permette di raggiungere audience in target con i prodotti/servizi proposti grazie all’enorme quantità di dati disponibili

• Lato facebook tutto ciò genera fatturato poiché le aziende che fanno pubblicità sul social network pagano per poter avere dati estremamente profilati messi a disposizione gratutitamente dai clienti durante l’utilizzo della piattaforma

Riassumendo, il Modello di Valore di facebook è il seguente: 

fornire agli utenti una piattaforma per connettersi con altre persone gratuitamente in cambio della possibilità di utilizzo dei dati da parte di aziende terze che utilizzaranno gli stessi per proporre Ads estremamente in target.

Quindi, aprire un negozio di Pet Shop è sempre una pessima idea? La risposta è: dipende.

Di certo non si tratta di idee innovative e senza concorrenza: è chiaro che aprire attività del genere a Milano o a Monaco di Baviera implica una sofisticazione del business model molto superiore rispetto ad aprire in una piccola città di provincia, con grande domanda e senza che nessuno abbia avuto la stessa idea, scenario tra l’altro molto difficile.

Nel caso di un Pet Shop in una grande città, il modello di valore come potrebbe essere differente per competere nel 2019?

Ad esempio proponendo un’App che:

• offra piani alimentari personalizzati per gli animali domestici con patologie o che devono seguire una determinata dieta

• offra la possibilità di consegna pet food in abbonamento con delivery settimanale

• permetta videoconsulti da remoto con veterinari convenzionati

• consenta l’instant buying di accessori usati per poi rivenderli in negozio dopo adeguate verifiche

In questo esempio il modello di valore tradizionale “negozio che vende cibo e accessori per animali domestici” si sposta a “la soluzione completa per il benessere del tuo pet”: facendo leva sui canali digitali si crea un’impresa moderna, con marginalità più elevata e con elementi differenzianti. 

Tutto ciò verrà sintetizzato nella USP (Unique Selling Proposition) che servirà a comunicare ai clienti la differenza rispetto ai concorrenti. La USP sarà argomento del prossimo post.